Uso della radio nel softair

Introduzione all'uso della radio nel softair

Per secoli gli eserciti hanno faticato per coordinare le proprie azioni, soprattutto quando non avevano visione diretta del campo di battaglia. L'invenzione della radio portatile arriva solo a metà del 20° secolo permettendo di coordinare campagne molto più grandi, anche attraverso i continenti. Rapidamente divenne però chiaro che, nella confusione del combattimento, molti messaggi diventavano incomprensibili e veniva persi, o peggio ancora  il soldato si distraeva per tentare di capire o rispondere alle comunicazioni. Da questa necessità nacquero i primi protocolli di comunicazione e la disciplina radio.

Tipi di radio

Esistono due tipologie di radio utilizzate nel softair:

  • PMR: otto canali, con frequenza da 446.00625 a 446.09375, spaziati di 12,5 Khz e potenza massima di trasmissione di 500 mW
  • LPD:  69 canali con frequenza da 433.075 a 434.775 MHz, spaziati di 25 Khz e potenza massima di trasmissione di 10mW
Le prime sono le più diffuse e potendo disporre di una potenza maggiore (limitata a livello normativo), sono in grado di coprire distanze maggiori. Le seconde (quelle utilizzabili per le comunicazioni verbali sono solo le prime 20) sono meno diffuse e su piccole aree si rivelano più efficaci in quanto prive di interferenze.

Softair Radio

Navy SEALs (Team 8) Regola la cuffia radio prima di un imbarco, 1991 - DoD photo by PH2 USNR-R Milton Savage.

In quel perido, il SEAL Team 8 era imbarcato come rinforzo alla Forza di Intercettazione Marittima, che controllava l'applicazione delle sanzioni delle Nazioni Unite contro l'Iraq.

Nella foto, MP5-N sub 9 millimetri.


Disciplina nell'uso della radio

Se correttamente seguiti, i protocolli permettono al singolo operatore di comunicare efficacemente anche in condizioni critiche. Le specifiche dei protocolli radio variano non solo da paese a paese, ma anche da unità a unità. Tuttavia ci sono alcuni principi generali,  più inerenti a una sorta di disciplina che a protocolli veri e propri, che sono largamente condivisi:

1- PENSARE POI PARLARE: Sapere cosa si vuole dire prima di premere il tasto del microfono è importante.

2- SEMPLICITA' "Falla semplice", e breve. I messaggi devono essere concisi e precisi.

3- PERIODO DI UTILIZZO: è necessario ricordarsi di dire agli altri quando si è finito di parlare per evitare interruzioni ed avere risposte tempestive.

Protocolli radio

La parte seguente di questo documento descrive un protocollo di base, ispirato alle norme dell'esercito americano, ma con qualche modifica per adattarsi alle esigenze de Softair. 

1 - Avvio della comunicazione. Quando si vuole parlare alla radio è necessario annunciare che si sta parlando e chi si è. Una volta finito di parlare, lo si deve indicare, in moda da far capire che sièp in attesa di una risposta. Per far questo si può dire "passo" (in inglese "over"). Ovviamente si deve cercare di evitare l'uso di questo termine in qualsiasi altra parte della trasmissione, in quanto potrebbe causare confusione.

Un semplice esempio di un avvio corretto di trasmissione : "Alpha Uno, qui Bravo Sei. Passo." 

Adesso Bravo Sei è in ascolto, mentre chi non è interessato alla comunicazione può continuare a fare quello che stava facendo!

A questo punto Alpha risponde, confermando che ha sentito Bravo sei ed è pronto alla comunicazione: "Qui Alpha Uno. Passo".

Ora Bravo sa che Alpha Uno lo può sentire e può iniziare la conversazione. Ma che sia veloce! Il canale deve essere liberato nel più breve tempo possibile, perché altri potrebbero averne bisogno. 

2- Comunicazioni descrittive. Una comunicazione si dice "descrittiva" quando si vuol comunicare un'informazione senza aspettarsi una risposta. Non esistono regole fisse, l'importante è formulare frasi semplici e corte.

Un esempio di scarsa disciplina radio (ma tristemente frequente sui campi di softair) può essere il seguente:"Alpha One, questo è Bravo Six. si ehm .. ho un gruppo di ragazzi qui, sembrano i cattivi. Direi a circa 30 metri, ore 11, vostro 12, o giù di lì. E ci sono, forse, altri di loro. Sembrano venire verso di te. Forse dovresti tornare indietro di un po'. Passo."

Meglio attendere un paio di secondi in più (secondi sprecati, nell'esempio, all'inizio del discorso) per raccogliere i pensieri e inquadrare la dichiarazione in modo che sia di facile comprensione. Potrebbe diventare: "Alpha Uno, qui Bravo Sei. Ti informo che hai  5-10 possibili nemici a 40 metri avanti a te. Torna indietro di 10 metri in modo da ottenere copertura. Passo."

Alpha Uno decide di rispettare il suggerimento e ripiegare. Potrebbe rispondere così: "Sei, Uno. Copio. 5-10 nemici. 40 metri in avanti. Di nuovo al fianco. Ricevuto. Passo." Notare un paio di cose. Alpha Uno ha accorciato entrambi i loro nomi. In sostanza, una volta che la conversazione è iniziata e tutti gli altri su questo canale sanno che non devono parlare, possono iniziare a ridurre i loro nomi alle sole componenti numeriche. In questo caso, "sei"  e "uno". L 'operatore non vuole nemmeno che altri delle squadre Bravo o Alpha intervengano sul canale. Notare l'affermazione "copio" o "copiato". Significa che ha ricevuto e compreso il messaggio, ma soprattutto che le cose che dirà successivamente sono collegate. La frase termina poi con "ricevuto", che implica non solo che ha ricevuto il tuo messaggio ed ho capito, ma che farà così (gli americani usano "wilco").  E' un sinonimo dell'inglese "roger".

3 - Comunicazioni interrogative.  Sono quelle nelle quali ci si attende una informazione dall'interlocutore. Capire i toni della voce alla radio può non essere semplice. Per porre una domanda è quindi opportuno formulare senza l'uso della forma interrogativa, oppure terminare la frase con la parola "interrogativo". Ad esempio per chiedere informazioni circa il numero di forze avvistate da uno scout, il capo pattuglia potrà formulare una frase tipo "Alpha Uno, qui Bravo Sei, indicare il numero di nemici avvistati. Passo" , oppure " - quante sono le unita nemiche. Interrogativo" . La forma "interrogativo" passa automaticamente a comunicazione. 

4 - Chiudere la comunicazione. La conversazione deve essere chiusa da chi l'ha iniziata. Gli altri interlocutori (uno o più di uno), quando hanno detto quello che dovevano, passano e chiudono  (passo e chiudo). Se ho ricevuto e anche compreso, devo far capire se aspetto o meno una risposta. Un buon modo di terminare la comunicazione può essere "uno, copiato, chiudo" con la quale confermo di aver ricevuto il messaggio e che non mi aspetto nuove comunicazioni. Cosa molto importante, tutti ora sanno che il canale è libero è che può essere usato da altri.

Casi particolari

Controllo radio  Il controllo viene fatto da una unità su un canale per assicurarsi che la radio funziona correttamente e tutti sono sulla frequenza corretta. La persona che deve fare il controllo radio si avvia senza alcuna introduzione: "A tutti gli operatori, qui Bravo Sei. Controllo radio. Passo". A meno che Bravo Sei non voglia fare un controllo con qualcuno di specifico, nel qual caso lo chiarirà aprendo con una formula diversa, tutti sono tenuti a dare conferma usando un qualificatore. Il "qualificatore" serve a indicare la qualità della trasmissione radio. Esistono vari standard, in genere vince sempre la semplicità: "Qui Alpha Uno. Ricevuto forte e chiaro. Passo".

Forte indica che il segnale arriva, chiaro, che non ci sono disturbi. Nel caso si ometta il qualificatore di trasmissione, si suppone che il segnale sia forte e chiaro. E 'importante sottolineare che, come sempre, la persona che ha iniziato la conversazione deve porvi fine: "Sei, chiudo". Bravo Sei ha quindi verificato la radio e quella di Alpha Uno nel più breve tempo possibile.

Se la trasmissione non è forte e chiara, esistono qualificatori specifici. La prima informazione è la potenza del segnale, il secondo è la chiarezza della stessa. Il "codice" numerico può servire, convenzionalmente, per abbreviare ancora : "qui Alpha tre, Radio 5, passo" serve a indicare che la trasmissione è forte ed il segnale chiaro.

Potenza del segnale chiarezza del segnale codice
Forte chiaro RADIO 5
Buona comprensibile RADIO 4
Debole appena comprensibile RADIO 3
Molto debole distorsione RADIO 2
Minima intermittente RADIO 1
Assente   RADIO 0

"Radio 0"  può essere usato per specificare che un operatore non ha copertura radio (o ha la radio rotta) Es: "qui Bravo sei, Alpha due ha Radio 0, passo", così chi effettua il controllo radio ha conferma di avere un operatore che non può ricevere. 

Parlare con più unità. Talvolta una singolo  deve comunicare con più operatori, magari per fornire istruzioni o comandi. Una comunicazione di questo genere potrebbe essere la seguente: "Tutte le unità Bravo. Arrestarsi e prepararsi a impegnare 5-10 nemici a ore 11. Alpha si collegherà da sinistra. Chiudo". Ovviamente, tutti gli elementi interessati, devono rispondere per conferma, "Bravo Uno. Ricevuto", facendo attenzione a non sovrapporsi. Le unità devo infatti seguire l'ordine numerico e attendere il proprio momento. "Bravo Due. Ricevuto. Chiudo." Fra una comunicazione e l'altra devono passare circa 2 - 4 secondi. 

Se si verifica il caso in cui un operatore non risponda,  chi ha iniziato la comunicazione, dopo il tempo di attesa, deve far passare il turno. Se per esempio Bravo Tre non risponde, avremo: "Bravo Sei. Contatto negativo da Bravo Tre. Passo". Adesso Bravo Quattro può prendere il turno. Contatto negativo significa che non si è in grado di sentire risposta alla radio. Tutti hanno il check, tranne Bravo Tre. Capire come mai il check è stato negativo è preoccupazione di Bravo Sei, e non è oggetto del messaggio. Quindi è il momento di chiudere la conversazione. "Bravo sei. Ricevuto. Chiudo".

Alfabeto fonetico. Il problema con l'alfabeto e i numeri si ha a causa del suono piatto generato delle frequenze radiofoniche accoppiato con le interferenze radio. In uno di questi c'è bisogno di precisare foneticamente. In altre parole, usare le parole per indicare le lettere e utilizzare specifiche pronunce di numeri.  Questo è l'alfabeto NATO (sviluppato negli anni cinquanta dall'Organizzazione Internazionale dell'Aviazione Civile (ICAO) per essere comprensibile (e pronunciabile) per tutti i piloti e gli operatori dell'aviazione)

A - ALPHA J - Juliett S - SIERRA 
B - BRAVO K - KILO T - TANGO
C - CHARLIE L - LIMA U - UNIFORME
D - DELTA M - MIKE V - VICTOR
E - ECHO N - NOVEMBRE W - WHISKEY
F - Foxtrot O - OSCAR X - X-RAY
G - GOLF P - PAPA Y - YANKEE
H - HOTEL Q - QUEBEC Z - ZULU o Ze-Ro
I - INDIA R - ROMEO  

Frasi standard e convenzioni

Ci sono una serie di parole specifiche usate per aiutare nella comunicazioni stesse e per impartire comandi diretti  Di seguito è riportato un elenco di questi termini, le loro definizioni e, a volte, esempi del loro uso.

Termini radiofonici

AFFERMATIVO: Sì

NEGATIVO:No

BREAK: Molto importante, serve in caso si verifichi la necessità di interrompere una conversazione in corso. Da usare solo in caso di emergenza: "BREAK sul canale" o semplicemente "BREAK". Questo non autorizza ad impegnare il canale, ma occorre attendere che chi ha aperto la comunicazione conceda l'autorizzazione mediante "AVANTI" o " Avanti sul canale". 

AVANTI: concede il permesso di parlare sul canale

CORREZIONE: indica un errore nella trasmissione e che si fornirà una indicazione differente. Di solito usato quando precisando luoghi o direzioni.

RIPETO: Significa che si sta per ripetere qualcosa, usato per comunicare informazioni di particolare importanza.

MESSAGGIO (Segue / Chiuso): usato per indicare l'inizio e la fine di un messaggio specifico. Per esempio: "Segue messaggio . Strategic Command autorizza l'uso della forza per garantire la zona delle operazioni. Messaggio chiuso".

CHIUDO: Chiude una comunicazione: nessuna risposta è necessaria e prevista.

PASSO: Indica la fine della mia trasmissione e che sto aspettando la risposta.

RADIO CHECK: Qual è la mia forza e la chiarezza del segnale?

RICEVUTO (o ROGER): Ho ricevuto il tuo messaggio e ho capito.

RIPETERE: Si prega di ripetere l'ultima trasmissione, non ho capito.

ATTENDERE: Sono una pausa di alcuni secondi.

ASPETTARE: devo mettere in pausa per più di qualche secondo, forse minuti. Ti richiamo quando tornerò.

WILCO (will comply): Ho ricevuto la vostra trasmissione, ho capito ed eseguo.

 

Frasi di uso comune

ARMI LIBERE: L'operatore è autorizzato ad utilizzare le armi.

ARMI FERME: rispondere al fuoco solo se impegnati prima dal nemico.

ARMI IN SICURA: Non sei autorizzato a sparare nemmeno sotto fuoco nemico.

TANGO: Generico nemico "es: TANGO su BRAVO TRE" indica che Bravo Tre è impegnato con un ostile.

AMICHEVOLE: Un'unità identificato come dalla tua parte.

NEMICO: un'unità avversaria. Un bersaglio.

OPFOR: forza d'opposizione. Il nemico.

GO LOUD: il silenzio operativo non è più necessario. Le unità possono usare armi  e fare altro rumore / luce.

INBOUND: indica avvicinamento, qualcosa che stà enendo verso di noi

OUTBOUND: contrario di inbound, indica un allontanamento "

CONTATTO: il "contatto" indica che si sta ingaggiando il nemico.

RITIRO: Contatto di riposo e tentare di sostenere che rottura. In genere utilizzato quando il nemico ha il sopravvento e si vuole preservare come gran parte della vostra forza di combattimento il più possibile.

KLICK: Chilometro.

DOWN: Abbattuto, fuori combattimento. Classico il "tango down" per indicare di aver abbattuto un nemico.

SECCO: Munizioni esaurite

SILENZIO RADIO: Non utilizzare la radio a meno che non indicato diversamente.