normativa softair

Normative inerenti la pratica del softair

In Italia le normative sono spesso lacunose e contraddittorie, e lasciano "troppo" spazio di manovra alle interpretazioni delle Forze dell'Ordine in base al contesto. Il discorso "tappo rosso" non fa eccezione, e rimane un aspetto non ancora del tutto chiarito.

Percorso storico della norma

Storicamente, la legge 110/75  introdusse all' Art. 5, comma n°4  la obbligatorietà del colore rosso in cima alla volata, "I giocattoli riproducenti armi non possono essere fabbricati con l'impiego di tecniche e di materiali che ne consentano la trasformazione in armi da guerra o comuni da sparo o che consentano l'utilizzo del relativo munizionamento o il lancio i oggetti idonei all'offesa della persona. Devono inoltre avere l'estremità della canna parzialmente o totalmente occlusa da un visibile tappo rosso incorporato".  La brillantezza, si fa per dire, di questa norma consisteva nell'aver assimilato le armi giocattolo agli strumenti di segnalazione acustica (scacciacani), creando di fatto il primo elemento confusionario. All'epoca le armerie vendevano armi a salve "rumorose" che non assomigliavano ad armi reali e pertanto erano prive del tappo rosso. La normativa, inoltre, faceva riferimento unicamente alla produzione ed alla commercializzazione dei giocattoli riproducenti armi, ai quali erano assimilate le asg, e quindi non riguardava la detenzione ed il porto degli stessi privi del tappo rosso.

Tale norma, 20 anni dopo, venne integrata nell circolare ministeriale 31 ottobre 1996 n° 559/C-50.824-E-93(96) che, pur intendendo chiarire,  "aggravò" la situazione introducendo la necessità di vincolare il tappo alla replica. La 559 introduceva tuttavia una novità, la prima definizione si ASG "..funzionano ad aria compressa, sono attivate da meccanismi a molla o elettrici e per costruzione sono in grado di espellere esclusivamente pallini di plastica". Da questo momento storico cominciò un delirio di interpretazioni, sentente della Corte di Cassazione, anche penali, azioni delle Forze dell'Ordine a volte contradditorie e tutto quello che il nostro bel paese è in grado di produrre in questi casi. Si introduceva in questo momento il softair nella legislazione.

Classificazione 

In base alla legge italiana le ASG sono ritenute “... non idonee a recare offesa alla persona ...” (Art. 2, legge 110/75) dalla Commissione Consultiva Centrale per il Controllo delle Armi che le ha testate presso il Banco Nazionale di Prova di Gardone Val Trompia (BS). In particolare il dispositivo può essere venduto in qualsiasi negozio se è in grado di sparare sotto 1,0 J (energia fornita al pallino), e queste sono le nostre ASG, mentre fra 1,0 e 7,5 Joule il dispositivo di tiro è un'arma con limitata capacità offensiva. E' comunque di libero acquisto, non deve essere denunciata ma può essere venduta solo in armeria e a maggiorenni. Sotto 1,0 J (è il caso delle ASG) il dispositivo può essere venduto in qualsiasi negozio. Non è quindi considerata "giocattolo" e sottostà a vari obblighi normativi che ne codificano l'uso e la detenzione.

Il decreto legislativo 204 del 2010

Ancora 10 anni, e l'Europa intervenne in merito alla questione con la direttiva 2008/51/CE. Per chi non lo sapesse, tali direttive non hanno valore di legge nei singoli paesi, ma sono solo delle "indicazioni" alle quali i membri sono tenuti a conformarsi (e generalmente accade). Questo accadde in Italia nel 2010 con il Decreto legislativo 26 ottobre 2010 n 204 - Norma attuazione direttiva armi, al quarto comma, l'ultimo periodo è sostituito dai seguenti: “i predetti strumenti se realizzati in metallo devono avere la canna completamente ostruita, non in grado di camerare cartucce ed avere la canna occlusa da un tappo rosso inamovibile. Quelli da segnalazione acustica, destinati a produrre un rumore tramite l'accensione di una cartuccia a salve devono avere la canna occlusa da un inserto di metallo ed un tappo rosso inamovibile all'estremità della canna”.

Vengono così proibite le armi a salve con lo sfogo dei gas anteriormente attraverso la bocca della canna; il tappo rosso deve essere inamovibile e quindi messo con tecniche che non consentono di rimuoverlo; nulla vieta però di pitturalo di nero. Anche se il legislatore italiano dichiara di recepire la direttiva, vi è una violazione delle norme europee sulla libera circolazione delle merci, in quanto le ASG prodotte per l'Italia osaranno difformi dalle altre! Si aggrava il tutto con l'ambiguità generata dal fatto che il tappo rosso ci vuole per gli oggetti metallici, ma non per quelli non metallici.. Tutta questa confusione ha portato, nel biennio 2010-2011 ad una serie di sequestri di ASG in riparazione o in vendita. Ma cosa impedisce a  un criminale vero di tingere la sua pistola reale e quindi girare indisturbato? le legge sembra accanirsi ancora una volta solo sui dettagli.

In pratica, è vietato importare giocattoli senza tappo rosso, ma è consentito togliere il tappo ai giocattoli acquistati!

Gli strumenti denominati "softair", vendibili solo ai maggiori di 16 anni, possono sparare pallini in plastica, di colore vivo, per mezzo di aria o gas compresso, purché l'energia del singolo pallino, misurata ad un metro dalla volata, non sia superiore ad 1 joule. La canna dell'arma deve essere colorata di rosso per almeno tre centimetri e qualora la canna non sia sporgente la verniciatura deve interessare la parte anteriore dello strumento per un pari tratto.
Gli strumenti di cui al presente comma sono sottoposti, a spese dell'interessato, a verifica di conformità accertata dal Banco Nazionale di prova e riconosciuta con provvedimento del Ministero dell'Interno.

Qualcosa di buono .. ma non troppo

La direttiva europea entra nell'ordinamento Italiano con la circolare ministeriale 557/PAS/10900(27)9 del 24 giugno 2011 che tuttavia si limita, in sostanza, a posticipare l'introduzione delle norme. In questo testo le ASG diventano "strumenti da softair" che da un lato è un avanzamento, dall'altro un arretramento, perché tale definizione viene sfruttata per far sprofondare il tutto al '75, in quanto prevede che " per tali strumenti continueranno ad essere applicate le prescrizioni sinora previste, compresa quella relativa all'occlusione degli stessi mediante tappo rosso". In pratica nulla di fatto, nè da un lato nè dall'altro, in quanto il tappo rosso viene ribadito essere un sigillo necessario a distinguere visivamente un'arma da fuoco da un'arma giocattolo, ma sono rivolte unicamente al produttore e al venditore. In questo senso la Corte di Cassazione (sezione penale) si è espressa più volte: il porto di un'arma giocattolo priva del tappo rosso costituisce rilevanza penale solo se con essa vengono condotti atti criminosi. Questo accade fin dal 1992, quando una sentenza interpretativa (11640 Sezione I) dichiara esplicitamente che "l'uso o il semplice porto di una replica priva di tappo rosso non configura l'ipotesi di reato di cui all'art.5, comma 4, legge 110/75.

In conclusione

Attualmente è obbligatorio produrre e vendere col tappo rosso. A livello interpretivo è chiaramente stabilito che è possibile rimuovere il tappo rosso e pertanto tali ASG non violano alcuna regola. Non tutti gli agenti delle Forze dell'Ordine sono così aggiornati, e molti sono fermi al 1990. Si consiglia un atteggiamento costruttivo e collaborativo e di avere buon senso e civiltà prima di tutto: giocare a softair vicino a case o luoghi abitati è fonte di disagio per le persone e pericoloso per eventuali pallini vaganti. Recandosi in luoghi appartati il problema non si pone. Basta un club poco attento o dei ragazzini scalmanati per rovinare il buon nome a tutti.

Il futuro ècomunque  poco roseo. A livello europeo la tendenza è quella di imporre il tappo in ogni occasione, e l'Italia presumibilmente si allineerà quanto prima.

Procurato allarme

Oltre alle normative sulle caratteristiche delle ASG, esistono regole che non sono univocamente connesse al nostro sport. E' il caso del reato di “Procurato Allarme” (Articolo 658 del Codice Penale). Si verifica quando qualcuno avverte le Forze dell'Ordine della presenza di attività illecite, scambiando i giocatori con criminali.. anche se la cosa può far sorridere, è un evento che si verifica abbastanza spesso. Basta fare una breve ricerca su internet per trovare vari casi. E' bene sottolineare che nel reato incorre chi avverte le Autorità in quanto " procura un allarme senza giustificato motivo" (cit. "..chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme presso l'autorità o presso enti o persone che esercitano un pubblico servizio, è punito con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda da euro 10 a euro 516.) mentre i softgunner partecipano, eventualmente, in concorso di colpa (ad esempio, se avessero il famigerato tappo, il problema non si porrebbe...)

Si riporta un parere Edoardo Mori,  ex magistrato ed autore di testi giuridici su armi e diritto, che si esprime proprio in merito al procurato allarme di uno sparo o di un gruppo di softgunner:

"....Reato che si configura solo se un soggetto DOLOSAMENTE fa una falsa segnalazione di un pericolo che mette in agitazione la polizia (c'è una bomba nella scuola) o il pubblico (c'è una epidemia di virus marziano). Quindi ne caso
di una telefonata che segnala uno sparo essi dovrebbero indagare se il fatto vi è stato e, se la notizia non è vera, denunziare chi ha fatto la telefonata"

Per scongiurare il pericolo di incorrere nel reato suddetto occorre dare comunicazione scritta alle Autorità di P.S. dello svolgimento delle attività (anche con valenza temporale: ad esempio, tutte le domeniche in un certo luogo), ma soprattutto scegliere un luogo isolato, chedendo l’apposita autorizzazione del titolare del terreno se privato!

Vige il buon senso: stare lontani dalle case, dai sentieri battutti e dalle strade!!