Il softair è un sport basato sulla simulazione di tecniche militari di combattimento a corta distanza. E' a tutti gli effetti un "gioco di ruolo" e si distingue da altre forme di giochi di simulazione per l'uso armi ad aria compressa (ASG). Queste armi sono repliche, spesso molto fedeli nell'aspetto, di armi da guerra, passate o presenti. Sparano pallini da 6 mm (o raramente da 8 mm) in plastica biodegradabile. Il softair è assolutamente sicuro e l'unica regola di sicurezza riguarda l'utilizzo costante di occhialini di protezione.

Nonostante l’utilizzo repliche di armi e abbigliamento e procedure militari, modalità e comportamenti di ambientazione militaresca (del resto è un gioco di ruolo), il Softair resta un attività completamente innocua, basata sul confronto sportivo secondo regole di correttezza e di non violenza. In particolare la correttezza è un aspetto fondamentale del gioco in quanto i giocatori colpiti dai pallini nello scontro si ritengono eliminati pur non essendo i pallini macchianti come nel Paintball.

Origini

Nel 1890 alcuni produttori di cartucce avevano sviluppato proiettili di cera e legno per il tiro a segno e gli addestramenti militari. Lo scopo, all'epoca, non era produrre armi innoque, ma risparmiare sui costi della polvere da sparo, in quanto per proiettili "leggere" ne era necessaria meno o addirittura veniva sparati col solo primer (l'innesco che origina la fiamma che poi effettivamente fa scoppiare la polvere da sparo). Tali proiettili erano infatti letali a distanza ravvicinata, ed erano inclini a a ferire innocenti spettatore al di là del bersaglio ...

Si ha notizia (vedi riquadro) di un duello a "proiettili di cera" avvenuto a New York nel 1908, che può essere forse considerato il primo caso di softair nel mondo!

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Nelle foto: duellanti con proiettili di cera. Già nel 1908 si usavano sistemi di protezione per gli occhi!

Le prime armi effettivamente innoque furono prodotte dalla Mattel in America nel 1950, ma le prime repliche di armi da fuoco nacquero in Giappone negli anni '70, dove dalla fine della seconda guerra mondiale era, ed è ancora, proibito possedere armi da fucoo ad uso personale. Alcune aziende storiche produttrici di giocattoli come Masudaya, Fujimi, Matsushiro, ed in minor parte Tokyo Marui intravidero in questo interesse un mercato, e cavalcarono l'onda degli appassionati disposti a pagare pur di poter sparare coi loro fucili. Tali appassionati cominciarono a riunirsi in club per simulare esercitazioni militari, e piano piano questo sport si diffuse in tutto il mondo.

Queste aziende produttrici di giocattoli, inizialmente ripresero alcune tecnologie già sviluppate per le pistole da paintball, che stava diventando molto popolare al momento, e riuscirono a produrre repliche di armi ad aria compressa funzionanti a molla; erano "bolt action", ovvero andavano ricaricate manualmente ad ogni colpo. Queste prime repliche usavano proiettili simili a quelli reali, di 7 millimetri di lunghezza, oppure munizioni in gomma prodotte per altri usi. L'uso di proiettili sferici da 6mm arriverà poco più tardi, affermandosi in quanto più efficace ed economico.

Daisy airsoftPoco dopo, nel 1980, lo sport del softair comincia a diffondersi nella patria dalle armi: gli Stati Uniti. La Daisy Company per prima si accorge della possibilità di bussiness e stipula un contratto la società Giapponese Maruzen per la produzione di una linea di fucili a molla da vendere negli Stati Uniti. Queste pistole utilizzavano munizioni speciali a aria compressa "precaricata" con tanto di bossoli, per tentare di avere un funzionamento più simile a quello automatico della armi reali, tant'è che tali repliche furono le prime per le quali alcune organizzazioni pacifiste mostrarono disapprovazione. Tale meccanismo era ovviamente estremamente costoso e non ebbe grande diffusione.
 
La "voglia" di armi a funzionamento automatico portò le aziende giapponesi a sviluppare, 1985, i primi sistemi con un serbatoio esterno di gas, di solito CO2 o aria compressa. Questo meccanismo consentì finalmente alle armi ad aria compressa automatiche di funzionare in economia.
 
Lo sviluppo del settore si fermò nel 1990, a causa della crisi Giapponese: molte aziende furno costrette a chiudere i battenti e la più memorabile di queste aziende fu la JAC. Questa azienda aveva iniziato un ambizioso progetto di ASG replica della armi della seconda guerra mondiale, come il BAR e il Thompson, che avrebbero dovuto essere di metallo e legno, utilizzando parti reali per le zone a vista. Poche aziende, fra le quali la Tokyo Marui e la Maruzen sopravvissero a questo periodo di crisi.
 
Tuttavia la laboriosità del popolo del sol levante permise al paese di uscire della crisi pochi anni dopo, e dal 1995 lo sviluppo del settore è di nuovo in ascesa.
 
 Softair, repliche estremamente fedeli