Softair tactics: le posizioni di tiro per arma corta

Posizioni di tiro: l'arma corta

Come sempre eviteremo la trattazione classica dell’argomento, tralasciando ciò che riguarda respirazione e scatto, in quanto elementi da prendere in considerazione solo nell’utilizzo di armi reali e non utili nel softair. Trascureremo anche quello che nella dottrina classica viene chiamato “tiro mirato” in quanto nel nostro sport l’utilizzo dell’arma corta è soprattutto istintivo e si sviluppa su contatti ravvicinati.

Impugnatura (grip).

Per l’utilizzo della pistola in ambito softair è sicuramente preferibile una impugnatura a due mani tipica di situazioni dinamiche. Ci sarà quindi una mano forte (strong hand) che impugna l’arma ed una mano debole (support hand) che avvolge la mano forte in modo che le dita della prima vadano a riempire i vuoti della seconda.  Le caratteristiche che l’impugnatura deve possedere sono sicurezza e solidità.  La stretta non deve essere troppo forte per non provocare eccessiva tensione muscolare e conseguenti tremolii che pregiudicano il tiro. I polsi devono essere tenuti dritti. La pressione sul grilletto va esercitata con la piega del dito tra la 1a e la 2a falange, ciò agevola sicuramente la rapidità e la possibilità di sparare ripetutamente.

Le grip più in uso sono due:

  1. pollici rivolti e chiusi verso il basso
  2. pollici distesi in avanti

 pollici in basso  pollici avanti
Pollici in basso Pollici in avanti

Entrambe le posizioni risultano efficaci; la prima, più solida, è di norma impiegata  per un tiro con revolver. La seconda si adatta molto meglio alle situazioni dinamiche tipiche del softair soprattutto se la nostra pistola presenta il congegno di sicurezza sulla parte posteriore del carrello ed e quindi facilmente raggiungibile col pollice disteso. 

Una terza grip è denominata “teacup”. E’ caratterizzata dalla mano debole posta sotto l’impugnatura e fornisce sostegno al braccio che tiene l’arma in avanti. L’unico utilizzo a mio parere appropriato di questa posizione avviene nel caso in cui si debba tenere l’arma alta per lungo tempo.

 posizione teacup
Posizione "teacup"

Posizioni base

Passiamo ora ad analizzare le tre posizioni di tiro (stances) di base: Weaver, Chapman e Isoscele.

Weaver

Nella posizione Weaver, che prende il nome dal suo inventore, il corpo è posto di taglio rispetto al target, i gomiti sono entrambi piegati e puntano in basso, la testa è inclinata per cercare i congegni di puntamento. La cosa che la rende particolare è la tensione muscolare che si crea tra il braccio forte che sostiene l’arma che spinge in avanti e la mano debole che invece tira verso il tiratore. Questa caratteristica di “spinta e tiro” conferisce stabilità a tutta la posizione. Unico difetto è il fatto di doversi porre di taglio rispetto al target: indossando l’equipaggiamento può diventare piuttosto difficoltoso.

posizione weaver posizione weaver 

 

Chapman

La Chapman utilizza la stessa tensione di “spinta e tiro” che identifica la Weaver, ma invece di avere entrambi i gomiti piegati, il gomito della mano forte che impugna l’arma è mantenuto dritto e bloccato. La testa è in posizione più eretta. In pratica si cerca di sfruttare anche il sostegno scheletrico del corpo oltre a quello muscolare.

posizione chapman posizione chapman

Isoscele

La posizione isoscele è sicuramente la più moderna delle tre. È quella più utilizzata da eserciti e forze di polizia. Il corpo fa fronte alla minaccia, la ginocchia flesse, le gambe aperte ad altezza spalle,le braccia sono distese ma non rigide,la testa leggermente incassata nelle spalle e tutto il corpo è proteso in avanti.

Posizione isoscele

Ne deriva una posizione molto aggressiva che si presta ad azioni dinamiche ed a rapide successioni di colpi (double tap).

Posizioni a terra

Le posizioni finora descritte sono posizioni in piedi (standing). Ma l’arma corta è ovviamente utilizzabile anche in ginocchio o sdraiati al suolo. Per il primo caso la posizione è la stessa di quella utilizzata per l’arma lunga. Avremo quindi una kneeling position più statica in cui siamo seduti sul tallone e il gomito della mano di supporto è poggiato sul ginocchio. Le mani si ricongiungono sull’arma e si protendono in avanti partendo da poco sotto lo sterno.

Posizione a terra

Ed una kneeling position più dinamica in cui il tiratore non è seduto ma pronto a muoversi verso il punto successivo. È da notare come in questa posizione la distanza tra ginocchio che poggia sul terreno e piede avanzato sia notevolmente ridotta per agevolare il movimento.

Posizione a terra kneeling

Per quanto riguarda la posizione sdraiata bisogna porre attenzione a come si estrae l’arma. In una prima fase in cui ci si abbassa, l’arma non viene estratta ma viene solo impugnata in fondina, la mano debole è quella che attutisce il contatto del corpo col suolo. L’arma viene estratta e da quel momento viene rivolta sempre verso il target. Alcuni sostengono di poggiare prima le ginocchia al suolo, cosa che sicuramente non è errata, ma personalmente preferisco sempre preservare le articolazioni. Ci si sdraia lateralmente poggiando la guancia sul braccio che impugna l’arma disteso in avanti e si richiama il ginocchio corrispondente al braccio debole.

Posizione a terra kneeling

Posizione a terra kneeling Posizione a terra kneeling

Posizioni avanzate

Vi sono ulteriori posizioni di tiro e tecniche utilizzate in casi di contatti ravvicinati “corpo a corpo”. Probabilmente non sono tecniche attagliatea casi che possono verificarsi durante i nostri game ma meritano  a mio parere un minimo di attenzione per dovere di completezza e perché possono integrare le fasi di un allenamento sull’utilizzo dell’arma corta.

Sono essenzialmente 3 “step back”, “shove and shoot” , “speed rock” o “shooting from retention”. In tutte e tre le tecniche si preme il grilletto nel momento in cui l’arma è al fianco. Le differenze tra le tre sono sottili. Nella prima, come intuibile, il tiratore compie un passo indietro per prendere distanza dall’aggressore. Nella seconda colpisce l’aggressore per disorientarlo. Nella terza si colpisce l’avversario per sbilanciarlo all’indietro e creare lo spazio necessario all’estrazione. In tutte e tre una volta estratta la pistola si procede al tiro in “double tap” dal fianco.

Un esempio:

step back

Infine, aggiungiamo le posizioni da assumere durante gli spostamenti in caso di imminente contatto: Low ready, Close ready, Sul. Nella Low ready le braccia sono naturalmente distese l’arma è inclinata verso il basso i piedi sono paralleli e divaricati ad altezza spalle.

step back

La Close ready è una variante della low ready che prevede un maggiore rischio di contatto ed un ambiente più ristretto tipo “urban”. La posizione del corpo resta invariata, cambia la posizione delle braccia: i gomiti sono piegati ed aderenti al corpo, l’arma è rivolta in avanti all’altezza dello sterno.

La Sul ci permette di muoverci con altri operatori senza che però i settori di tiro si incrocino. Le braccia sono piegate e la mano debole aperta viene poggiata sullo sterno col pollice che punta verso l’alto, la mano forte si poggia su quella di supporto mettendo in contatto i due pollici. L’arma è rivolta verso il basso a metà tra i due piedi.

Le posizioni descritte sono solo la base da cui partire e basta fare una ricerca in rete per capire come di ogni posizione esistano innumerevoli varianti. Lo scopo di questa breve trattazione è dare quell’infarinatura generale per chi parte da zero e vuole provare ad acquisire un po’ di tecnica. L’invito è quello di prendere questo articolo, portarlo sul campo e “provarle tutte” per memorizzarle provandole e per capire vantaggi e svantaggi di ognuna. Ricordatevi sempre che è il terreno che “detta legge”. Lo sfruttamento dei vari ostacoli che siano naturali o artificiali risulta di vitale importanza per sviluppare un buon gioco.

Detto questo…………….enjoy!!!

Alladin

NOTA: questo articolo è stato pubblicato su Softairmag set-ott 14