Film e libri su Osama

Film e libro sulla storia dell'uccisione di Osama Bin Laden

Un po' per passione, un po' per destino, negli ultimi sei mesi mi sono ritrovato a leggere i resoconti della storia della cattura di Bin Laden. Denominata operazione "Lancia di Nettuno" è diventata, già dopo poche settimane dagli avvenimenti, un qualcosa sul quale i media di tutto il mondo hanno trovato terreno fertile per ricostruzioni più o meno veritiere.
Nel mio piccolo mi sono visto due film "Zero Dark Thirty" e "Codename Geronimo" nonchè letto il libro "No easy day" scritto dal SEAL protagonista della storia.
Ognuno racconta la storia da un punto di vista diverso. Cominciamo dal più scontato.

Codename Geronimo (2012 - John Stockwell)

Codename Geronimo

"Geronimo" è il nome in codice di Osama (mentre per i SEAL, lo scopriremo nel libro, è UBL, americanizzazione del nome che segue la moda di siglare qualunque cosa..). Il film, diciamolo subito, è mediocre. Dei tre resoconti è il peggiore. Propagandistico e retorico, buoni contro cattivi. La preparazione alla missione, la missione stessa, tutto è ridotto ad azione. Buono il lato militare, non male, ma alla lunga stanca, ed il tentativo di creare un lato umano fornendo uno spaccato di vita reale dei SEAL, stride con la regia da "videogioco". 
Intendiamoci, alcune scende d'azione non sono male, ma potrebbero essere di una missione qualunque. Non è QUELLA missione, non c'è tutta l'ansia di, che invece ritroviamo negli altri lavori, di aver sbagliato obiettivo e di cercare freneticamente quel Geronimo che giustifica una azione militare in uno stato, il Pakistan, che almeno ufficialmente è alleato e sovrano.
Il film è quindi guardabile e si merita perlomeno una serata alla TV con una birra, ma se volete qualcosa di più che una ripresa in "soggettiva"... beh lasciate perdere.

Zero Dark Thirty (2012 - Kathryn Bigelow)

Qui la pasta è decisamente un'altra.
Zero Dark ThirtyZero Dark Thirty vuol dire "mezzanotte e mezzo" in gergo miliatre USA, è richiama l'orario della missione. Ma non è la missione ad essere protagonista, ma la storia, lunga 10 anni, che ha portato all'identificazione del compound dove si nascondeva Osama. Le vicende si incentrano su Maya, analista CIA appunto, il cui lavoro e la cui determinazione sono stati fondamentali per l'individuazione del nascondiglio di Bin Laden, partendo dai primi interrogatori (duri..) fino alla paziente e noiosa analisi di tabulati, satelliti, pedinamenti etc.. Ma non si pensi ad un film noioso. Si viene intrigati da subito, la tensione è sottile e continua per tutti i 157 minuti di durata. L'assalto, da parte dei SEAL, è narrato con stile. Non ci sono eroismi (a differenza del precedente, dove i SEAL sembrano fare a gara per proteggere donne e bambini..), si spara poco, si ha paura.. Ricostruito nel dettaglio, dura 30 minuti e lascia il segno.
La protagonista all'inizio diffida dei SEAL, li considera sbruffoni, ma poi col tempo si costruisce la fiducia ed un rapporto umano.
Un film da vedere assolutamente, sia perché è bello come film in sé, sia perché offre uno spaccato di cosa ruota intorno ad una missione, compresa la possibilità, tutt'altro che remota, che al posto del raid fosse prodotto un cratere di 10m...

No easy day (Owen Mark, Kevin Maurer)

No easy day di mark owenConcludiamo con il libro. Il protagonista parte da lontano e racconta non tanto di se, ma del suo percorso nei SEAL, dal Team Five, fino al DEVGRU (o Team SIX), passando attraverso assegnamenti, addestramenti, ma anche raccontando degli scherzi da caserma, delle attività noiose, e delle rivalità.
Con lui crescono anche i SEAL. Passano da quelli sbruffoni (che ritroviamo come preconcetto in Maya, nel film Zero Dark Thirty) creati da Marchinko, fino ad una vera elite di professionisti, preparati e posati. La missione è il culmine di questo percorso. Nel libro si scopre che la fortuna ha un po' aiutato i nostri, nonostante l'incidente con l'elicottero, e che il DEVGRU è stato protagonista solo per una questione di rotazioni periodiche. Si scopre anche che i SEAL si sono comprati da soli le seggioline di plastica per sedersi negli avanzatissimi elicotteri da infiltrazione, e tante altre cose che vi lascio il piacere di scoprire da soli..
Un libro facile da leggere, piacevole, stimolante, ricco di quei dettagli tecnici che solo un SEAL avrebbe raccontato e che non mancheranno di compiare chi, come me, di queste cose si appasiona.

In conclusione, a parte Codename, gli altri due andrebbero rispettivamente visto e letto, per avere uno sguardo d'insieme sia sulla vicenda che sui personaggi. Sono entrambi buoni lavori e valgono il tempo. Il primo.. beh non lo sconsiglio, ma si vive bene anche senza.